Il Re Leone – La Recensione

Sulla scia del successo dei Live-action, tratti dalle storie più famose della Disney arriva anche quello del Re Leone e il paragone con il film d’animazione del 1994 è inevitabile.

La trama del film diretto da Jon Favreau ricalca perfettamente quella della versione animata, iniziando proprio dalla rupe dei Re dove viene presentato per la prima volta Simba al branco. Simba non è altri che il protagonista assoluto che ci accompagnerà per l’intera avventura insieme alla compagna di giochi Nala, al saggio Re Mufasa e gli immancabili Timon e Pumba fino ad arrivare ai cattivi di turno che qui vengono impersonificati dallo zio Scar e dalle Iene.

Senza fare troppi spolier, per i pochi che non conoscono il film del 1994, la trama vedrà la crescita Simba, l’inganno dello zio Scar, che ha come unico scopo quello di diventare il Re, che lo porterà ad allontanarsi dal branco e costretto a crescere senza la madre e tutti quelli a cui teneva. Qui incontrerà Timon e Pumba che lo aiuterannoa dimenticare il passato finchè il passato non tornerà fargli visita.

La CGI con la quale pellicola è girata è davvero impressionante, al punto che molto spesso può essere scambiata per un documentario naturalistico piuttosto che un film d’animazione. A detta del regista solo un’inquadratura è reale tutto il resto è finzione. Questo se da un lato può essere visto in chiave positiva per via dell’iperealismo, da un’altro lato fa perdere l’espressività dei personaggi, di cui la versione animata era dotata, che li portava sotto certi aspetti ad avere espressioni umane, rendendo di fatti la pellicola più fredda e piatta.

Per quanto riguarda i doppiaggi per Simba e Nala in versione adulta sono stati scelti Marco Mengoni e Elisa (nella versione originale Donald Glover e Beyoncé), Timon e Pumba hanno le voci rispettivamente di Edoardo Leo e Stefano Fresi ( nella versione originale Billy Eichner e Seth Rogen), Scar ha la voce di Massimo Propolizio ( Chiwetel Ejifor) e Mufasa con la voce del bravissimo Luca Ward. Per quanto riguarda i doppiaggi li ho trovati tutti ottimi tranne l’interpretazione di Marco Mengoni, che per quanto potesse andare bene nelle parti cantate non l’ho trovato partciolarmente azzeccato nei dialoghi.

Le canzoni, che sono uno dei pilastri dei film Disney, sono dei riaddattamenti delle vecchie canzoni tranne per una canzone aggiuntiva cantata da Nala con la voce di Elisa. Quindi troveremo il Cerchio della vita, Hakuna matata e l’amore nell’aria. La maggior parte delle canzoni sono cantate da Marco Mengoni e Elisa, mentre il Cerchio della Vita è cantata da Cheryl Porter che per quanto aggiunge un tocco d’Africa alla canzone, purtroppo non riesce, a mio parere, a superare l’originale cantata da Ivana Spagna.

Il film, nonostante aggiunga dei particolari alla trama, spiegando magari un pochino meglio alcuni dettagli lasciati all’immaginazione nella sua versione animata, non riesce a mio avviso a superare quest’ultimo. Con questo non voglio dire che il film sia brutto e lo dimostrano anche gli incassi che sta facendo in tutto il mondo, anzi devo dire che mi è piaciuto molto, ma non sa trasmettere lo stesso livello di emozioni della sua controparte.

VOTO

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