Joker – La Recensione

Il film è Bello! Inizio così la recensione in modo da poter evitare qualunque fraintendimento di quello che da qui in poi andrò a scrivere.

Joker è un film delle origini… origini pensate dal suo regista Todd Phillips, in quanto non prende spunto da alcun albo a fumetti dedicato al personaggio, dei quali il più famoso è The Killing Joke, dove si può scorgere quella che potrebbe essere definita un’origine del personaggio e di come questo venga a contatto con la tossina che ha reso una persona normale folle e sadica e del quale non viene mai rivelato il nome.

Todd Phillips invece ci racconta la storia di Artur Fleck, un’uomo che dalla vita non ha mai avuto nulla se non dispiaceri e violenze. Durante una seduta di psicoterapia, ci dice che lui nella sua vita non ha mai avuto un pensiero felice e di averlo portato addirittura a chiedersi, a volte, se fosse realmente vivo e se esistesse.

Arthur lavora come clown per un’agenzia, vive con la madre mentalmente instabile e sogna di diventare un comico, peccato però che non faccia ridere, anzi quello che ride in continuazione è lui, a causa di un trauma, infatti, soffre di una risata patologica che trasforma il suo volto in una maschera tra il grottesco e il doloroso. Questa patologia lo costringe a ridere in tutte le situazioni in cui si trova in condizioni di stress o disagio psicologico, situazione in cui si trova piuttosto spesso.

E’ una persona incapace di intraprendere una relazione con chiunque, sia in amore che in amicizia, preso continuamente in giro sul lavoro, Arthur è un’uomo lasciato a se stesso sia nel corpo che nell’anima risultando invisibile per gli altri e per se stesso. Ma Arthur non vuole passare inosservato vuole essere visto e l’unico modo per far avvenire questo cambiamento è quello di convincersi che la sua vita non è una tragedia ma bensì una commedia, da qui inizia la sua trasformazione in quello che sarà JOKER.

Dopo il Joker interpretato da Jack Nicholson nel film di Tim Burton e il bravissimo e immortale Joker di Heath Ledger della trilogia di Nolan, tornare nuovamente sul personaggio, creato da Bob Kane e cercare di fare meglio era un’impresa non da poco. Joaquin Phoenix fa con questo personaggio un lavoro magistrale, tanto da arrivare a dimagrire oltre 25 chili per, a suo dire “riuscire ad eseguire delle movenze” che con quei chili in più non sarebbe riuscito ad eseguire, infatti lo vediamo intraprendere dei movimenti che stanno a metà strada tra un balletto alla Michael Jackson e delle mosse di arti marziali. Per il personaggio ha studiato almeno 4 risate differenti ed è riuscito a trasmettere allo spettatore la sofferenza e il disagio provato da Arthur. L’attore ha inoltre dichiarato di non aver studiato le precedenti versioni del personaggio in quanto ha voluto creare un suo Joker riuscendoci pienamente.

Quello che a parer mio non è riuscito a trasmettere, ed è per quello che definisco Ledger ancora il migliore, è il misto tra cattiveria e follia trasmessa da Ledger. Phoenix ci mostra una follia data dalla sofferenza…sofferenza che potrebbe toccare ognuno di noi portandoci a reagire alla vita nella stessa identica maniera. Mentre quello di Ledger è cattiveria allo stato puro, usata esclusivamente per un proprio tornaconto personale e per il semplice gusto di fare del male. Ciò non toglie che l’interpretazione di Phoenix è impeccabile e merita sicuramente l’oscar.

Il film di Todd Phillips funziona su molti punti di vista che vanno dal montaggio alle musiche scelte, come Howlin’ for you dei The Black Keys (usata nella scena della scalinata) a quelle della musica classica, ma non può essere definito un cinecomics così come ci ha abituato la Marvel e la stessa DC. Il film può essere definito come un film d’autore che, trasforma un personaggio dei fumetti in un’uomo in carne e ossa, vittima della violenza della società e di un’ingiustizia sociale che causa rabbia e frustrazione.

Trattandosi di un film su Joker, non poteva mancare la famiglia Wayne, anche se qui la vediamo più nelle vesti di Thomas Wayne, distaccato dal magnate filantropo a cui ci hanno abituato e più verso un politico senza scrupoli. Ad ogni modo i riferimenti ai Wayne e a Batman sono disseminati in tutta la pellicola.

All’inizio, quando lo stand-alone su Joker, fù annunciato devo ammettere che ero piuttosto titubante all’idea, ma devo ammettere che il film di Todd Phillips e del suo protagonista Joaquin Phonenix, funziona benissimo e può essere definito un buon film a tutti gli effetti, ma da conoscitore e amante dei cinecomics non riesco a definirlo un capolavoro in quanto si distacca troppo da quella che è l’origine ufficiale del Joker.

Nel cast troviamo anche il bravissimo Robert De Niro, che impersona il conduttore del quiz televisivo seguito dal protagonista e la bravissima, nonché bella Zazie Beetz che interpreta la vicina di casa di Arthur.

Il film, che ha ricevuto numerosi applausi e Leone D’Oro alla mostra del cinema di Venezia, è nelle sale italiane dal 3 ottobre e consiglio a tutti voi di andare a vederlo.

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